I Comuni del GAL VERLA

La superficie territoriale interessata dal GAL è di complessivi 994,23 Km2, di cui 857,56 Km2 (86,3%) sono ricadenti in territorio montano con quote altimetriche che variano da un minimo di 104 metri s.l.m. ad un massimo di 2.242 metri s.l.m. (Monte Meta). La maggior parte dei Comuni del GAL sono dichiarati montani 857,56 Km2 pari al (86,3%) e la superficie del GAL in zona protetta è pari al 9%.

I centri storici sono situati in posizione elevata (da 369 a 926 metri s.l.m.), spesso costruiti intorno a castelli medioevali. Il territorio, inoltre, presenta diversi parchi e diversi siti di importanza comunitaria SIC e ZPS. La popolazione residente nell’ambito del territorio delimitato dal GAL è di 95.499 abitanti.

territorio-Galverla

Arpino

La città di Arpino si sviluppa sul versante sinistro della media valle del fiume Liri, su di un sistema collinare ad un’altitudine di circa 450 m s.l.m.. Il centro è dominato dall’acropoli, detta di Civitavecchia (650 m).

Nel territorio comunale si raggiunge un’altitudine massima di 837 m (località Montecoccioli) mentre l’altitudine minima è di 192 m s.l.m.. Il territorio, per lo più votato all’agricoltura (numerosi gli oliveti secolari) e tuttora scarsamente urbanizzato, è ricco di boschi.


Acquafondata

Situata a 926 metri di altezza al centro di un vallata posta sull’altopiano delle Mainarde, in direzione del Volturno, è circondata da rilievi boscati ed un paesaggio carsico con acque che si infiltrano in profondità (da cui il nome del centro Aqua fondata, “acqua che precipita in basso”).

Il paese trae origine dal processo d’incastellamento voluto dai conti di Venafro che fondarono i villaggi fortificati di Acquafondata, Casalcassinese (oggi “frazione”) e Viticuso, dapprima contrastati dai monaci di Montecassino, poi da loro acquisiti intorno al 1088.


Alvito

Nei documenti storici la denominazione Alvito compare per la prima volta nell’anno 1096. La signoria ed il castello appartennero ai D’Aquino dal 1100 fino all’avvento degli Angioini i quali, favoriti dalla distruzione della rocca conseguente al terremoto del 1349 che comportò la morte di Adenolfo III° d’Aquino e dei suoi eredi, vi insediarono militari francesi tra i quali i Cantelmo che la riedificarono.

I Cantelmo riuscirono a creare un vasto dominio feudale fra Abruzzo e Campania, con le contee di Popoli ed Alvito; nel Quattrocento l’intera valle e la contea di Sora erano saldamente nelle loro mani con Alvito capitale del loro stato.


Belmonte Castello

Situato tra la Valle di Comino e quella del cassinate, il centro urbano è datato intorno all’anno Mille. Nel 990 il territorio di Belmonte apparteneva al ducato di Capua per essere trasferito poi ai d’Aquino, poi ai Cantelmo, quindi ai Carafa, Borgia, Navarro, Cardona ed ai Gallio.

Devastato dai terremoti e semidistrutto nella seconda guerra mondiale, dell’antico centro è ancora possibile riconoscere la cinta muraria con le sue tre porte principali, il luogo ove sorgeva il castello di cui è presente l’alta torre, i resti dell’acquedotto romano scavato nella roccia, risalente al I° secolo a.C. e la chiesa di San Nicola del XII secolo.


Atina

Atina, così come Arpino, è una delle cosiddette città saturnie, citata da Virgilio che la annovera tra le cinque città del Lazio alleate contro Enea, definendola “potens”. Sotto il dominio di Roma ebbe il rango di prefettura, poi di colonia ed infine di municipio.

Occupata dai longobardi, saccheggiata dai saraceni, sottoposta ai duchi di Capua, poi al conte dei Marsi, fino a diventare feudo dei duchi d’Aquino.


Boville Ernica

Edificata su un colle da dove domina la valle del Liri, del Cosa e del Sacco, ha una storia che affonda le radici nell’epoca preromana, così come attestano i numerosi rinvenimenti archeologici provenienti dal suo territorio risalenti al III° secolo a.C. e le imponenti mura pelasgiche che la cingono.

Sulla sommità di Monte Fico sono state rinvenute numerose statuette votive raffiguranti un bue, da cui deriva il primitivo nome del centro, “Bauco”, che ricorda il culto agricolo del dio Bove, simbolo della fecondità. Mura pelagiche, il castello, la cinta muraria medioevale con ben 18 torri caratterizzano l’antico centro.


Broccostella

Territorio del GalverlaPresso il centro Madonna della Stella sono stati ritrovati reperti che fanno pensare ad un insediamento di epoca romana. In un documento del 1017 si fa riferimento al colle Brocco e ad una chiesa di San Vito, ma non ad un centro abitato. Il castello fu eretto tra questa data e il 1137. Il castello di Brocco, seguendo le vicende di Sora, fu al centro dello scontro tra Imperatori e Papi nel basso Medioevo, nel 1230 fu distrutto da Federico II come altri centri fortificati della Ducato di Sora. Un anonimo nel 1579 lo descrive come:
« … Castelletto murato in cima d’un bellissimo colle: fa veramente circa 75 fuochi, … Ha nel suo piano una bellissima pesca di trotte e di carpioni nel fiume Fibreno … »


Campoli Appennino

Localizzata sull’orlo di una grande dolina carsica denominata Fossa o Tomolo, Campoli è uno dei paesi del versante laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, con territori montani di grande pregio ambientale e paesaggistico fra i quali la forra del Torrente Lacerno, affluente del Liri.

L’edificato medievale di Campoli risale alla dominazione longobarda (mura, case torri e la maestosa torre quadrata) ma i reperti archeologici rinvenuti nel territorio confermano l’esistenza di antichi insediamenti di età romana (mosaici di ville a Carpello, resti di acquedotto e di due ponti).


Casalattico

CasalatticoFrazionato in più nuclei sparsi nel territorio, dalla piana del fiume Melfa fino ai 719 metri s.l.m. di Montattico, Casalattico presenta un ricco patrimonio naturalistico.

Dal punto di vista politico i centri che oggi formano il comune di Casalattico furono legati da prima alle signorie che si succedettero nel possesso della Valle di Comino (es. D’Aquino, Cantelmo..) e successivamente alla contea di Arpino.


Casalvieri

Il centro sorge sulla sponda destra del fiume Melfa all’ingresso delle omonime gole. Come in tutto il territorio del Gal vi sono testimonianze di attività umana dal paleolitico fino all’età romana.

Nel suo territorio, in località Pescarola, sono stati rinvenuti importanti depositi votivi risalenti al IV° secolo a.C. così come tracce di un antico impianto termale con relativo sistema di canalizzazione.


Colle San Magno

Comune montano di origini antiche, il cui nome, a cui fu aggiunto successivamente quello del santo patrono, deriva dall’insediamento medioevale sorto sopra una collina mentre i resti di un villaggio trovato nel suo territorio risalgono addirittura all’Età del bronzo.

La nascita del paese è ben documentata solo dopo il Mille, quando la popolazione della Civitas Castrum Coeli cominciò ad abbandonare l’insediamento del monte Asprano, dividendosi tra Castrocielo e Colle.


Fontechiari

L’attuale nome del paese deriva da una sorgente, che, nel 1732, era denominata Fons Clara; sino al 1862, infatti, il comune si era chiamato Schiavi.

Si colse l’occasione della proclamazione dell’unità per cambiare il nome in Fontechiari. Si fa risalire al X° secolo l’origine del borgo costruito ad opera dei monaci benedettini per il controllo del territorio collocato fra le città di Sora, Alvito, ed Arpino.


Gallinaro

Il piccolo comune è edificato su un rilievo collinare al centro della Valle di Comino. Intorno al 1023-1047 il paese fece parte della contea di Sora, per passare in seguito alle dipendenze di Montecassino.

In un periodo non precisato dalle fonti, a Gallinaro sorse il Santuario di San Gerardo, dedicato ad un eremita inglese morto nel 639 nel piccolo paese di ritorno dalla Terra Santa, beatificato da papa Gregorio XI° e chiamato dai suoi fedeli il “Santo dei miracoli”.


Monte San Giovanni Campano

Dal nome di una chiesa dedicata a San Giovanni, a cui venne aggiunto nell’anno Mille l’appellativo “Campano” poiché sito nella provincia pontificia di Campagna, il comune non ha origini certe, ma dalla documentazione storica risulta che intorno ai primi decenni dell’XI° secolo compare il castello alla sommità della collina su cui è sito.


Pescosolido

La storia di Pescosolido sembra risalire al IX° secolo, anche se presso il confine con Campoli Appennino sono stati ritrovati diversi resti archeologici di età romana.

Una prima menzione del paese si ha nel 1159 mentre per tutta la durata del Medioevo non si contano i passaggi di signoria, che seguono le vicende della vicina Sora.


Picinisco

Il Comune di Picinisco presenta tracce della presenza di antichi popoli italici e delle invasioni successive (sanniti, romani, saraceni). A partire dal medioevo il centro segue le sorti delle città vicine, in particolare di Atina ed Alvito, alle cui giurisdizioni politiche ha fatto capo.

Nel 1150 abbiamo la prima menzione storica della località piciniscana, in un documento di re Ruggero che delimita i confini di Atina. Con gli Hohenstaufen Picinisco fu dominio regio, ma gli Angioini lo concessero ai diversi signori della contea di Alvito, che lo tennero come feudo fino al 1806.


Posta Fibreno

Il termine Fibreno è stato aggiunto all’originario nome di Posta nel 1877. Analoga agli altri comuni delle Valle la storia più antica; il centro è menzionato per la prima volta, in una donazione a favore di Montecassino fatta risalire al 970.

Descritto da Giulio Prudenzio nel 1574 come un piccolo borgo noto per i suoi carpioni (trote) e per l’abbondanza della pesca, il paese è anche raffigurato nel secolo XVII in una formella di stucco della Villa Gallia. Posta perse l’autonomia agli inizi dell’Ottocento, e venne associata a Vicalvi a cui rimase legata fino al 1956 quando, malgrado diversi tentativi di rendersi autonoma, con apposita legge tornò all’antica autonomia amministrativa.


Ripi

Ripi, nel territorio del GalverlaDi origine volsca, fu conquistata dagli Ernici per poi diventare nel 306 a.C. colonia romana. Dopo la caduta di Roma e le successive invasioni barbariche, Ripi entrò subito a far parte del dominio temporale del Papa sotto l’amministrazione della Diocesi di Veroli. Con la discesa di Carlo Magno in Italia, anche Ripi subì il processo di feudalizzazione e fu governata dai missi dominici (Comes) inviati dal Papa. Le lotte all’interno della Curia tra le famiglie romane, permisero l’estinzione dell’autorità dei Comes e al territorio della diocesi di godere di ampia autonomia.


San Biagio Saracinisco

Il suo nome deriva dalla chiesa dedicata all’omonimo santo e nel corso dell’Ottocento vi si aggiunse l’attributo “Saracinisco” (da Caracenisco) per ricordare la presenza dalla popolazione sannitica dei Caraceni, cui devono attribuirsi le mura poligonali e, in parte, reperti archeologici ed il sepolcreto in località “Omini morti” che, posto alle falde di monte Santa Croce, risale forse all’epoca degli scontri sannitico-romani.


San Donato Val di Comino

Il nome ha origine dal santo venerato nel paese a cui fu aggiunta nel 1862 la specificazione Val di Comino, per distinguersi da altri paesi omonimi. Mura poligonali e reperti di epoca romana sono stati rinvenuti in località San Fedele, nei pressi della sorgente omonima. Il primo nucleo del centro abitato è edificato intorno alla chiesa di San Donato forse costruito dagli abitanti dello scomparso castello di Sant’Urbano.


Sant’Elia Fiume Rapido

Sant’Elia Fiumerapido è un comune italiano di 6.283 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.

La storia del paese si lega strettamente a quella del vicino Monastero benedettino di Montecassino. Infatti fu fondata, su una collinetta alla sinistra del corso del fiume Rapido, dall’abate Mansone di Montecassino attorno all’anno 990 e prese il nome da una piccola chiesa dedicata al Santo Profeta, esistente all’epoca di poco più a valle del nuovo paese, proprio nei pressi del fiume, dove ancora oggi è possibile ammirare la parte superiore di un ponte romano detto di Sant’Elia Vecchio.


Settefrati

Anche se diversi resti archeologici sono stati trovati in molti punti del territorio settefratese, l’origine del centro va fatta risalire alla presenza di una chiesa alto medievale dedicata a sette fratelli, figli di Santa Felicita, uccisi nel 164 d.C. a Roma, durante le persecuzioni contro i Cristiani.

Il nome dell’abitato compare per la prima volta nell’anno 991, quando è menzionato in un documento cassinese e il suo castello, sul piano politico risulta legato alla signoria cominese di Atina-Alvito ed alla contea sorana, mentre sul piano religioso è collegato ai benedettini di San Vincenzo al Volturno e poi a quelli di Montecassino.


Terelle

Terelle è posto sul versante orientale del Monte Cairo; ha seguito le sorti, prima della contea di Aquino e poi del monastero di Montecassino.

Un periodo di disordini fu il Cinquecento quando l’intero Lazio venne sconvolto da orde di briganti che, rifugiati sul monte Cairo, infestavano l’intera zona. Nell’ottocento gli abitanti conobbero in prima persona il brigantaggio filoborbonico, a cui fecero fronte schierandosi per l’unificazione nazionale.


Vallerotonda

Il territorio di Vallerotonda presenta resti archeologici di epoca romana e preromana mentre il nucleo urbano primitivo risale al primo medioevo.
Vallerotonda per la sua posizione geografica è stata esterna alle principali direttive di collegamento per diversi secoli; oltre alle distruzioni dei disastrosi terremoti del 1349 e 1915, una continua emigrazione, soprattutto a partire dall’unità d’Italia e fino al secondo dopoguerra ha ridotto il numero degli abitanti.


Veroli

L’antica “Verulae” degli ernici, rappresenta uno dei centri della Ciociaria più ricco di storia, cultura ed arte. Arroccato su un colle, ove nella parte più alta è sita l’acropoli e più in basso la città vera e propria, domina l’area interna che collega la valle del Sacco con la conca sorana, controllando il nodo strategico che unisce le città di Ferentino, Alatri e Sora.


Vicalvi

Le notizie sul paese medievale risalgono al X secolo quando la zona era dominata dai longobardi che avevano a Vicalvi un gastaldo e nel momento in cui il territorio entrò nell’orbita dei conti dei Marsi, il castello vicalvese divenne dimora comitale.

Sul paese ebbero interesse anche i monaci cassinesi, che possedettero una prepositura rimasta in vita sino alla fine del Medioevo (oggi è posta nel limitrofo comune di Casalvieri) e dall’856 il centro entrò a far parte dei possedimenti di Montecassino.


Villa Latina

L’antico centro di Agnone, edificato intorno all’anno Mille, si è reso autonomo dalla vicina Atina nel 1832, mentre il nome attuale è stato assunto nel 1862 per sottolineare la presenza nel proprio territorio di importanti resti archeologici di epoca romana (ville come quella Orrea, monumenti, resti di terme e di un acquedotto).


Villa Santa Lucia

Villa Santa Lucia, territorio del GalverlaVilla Santa Lucia, medaglia d’Argento al Merito Civile, è un comune del Lazio meridionale situato alle pendici del monte Cairo, distante pochi chilometri da Cassino.

Il centro storico abbonda di reperti archeologici ritrovati sul territorio nel corso degli anni. Molti dei reperti sono visibili perché inseriti nei muri di edifici pubblici e privati, questa particolarità rende il borgo molto interessante per quei turisti amanti della storia e dell’architettura.