Pietra Valente (III)

sentiero PNALM partenza= P5

a cura di: Ciro Castellucci

Nei pressi dei Tre Ponti sup. , un sentiero quasi nascosto diparte lungo il canalone. Un’antica strada sterrata per le attività armentizie, si dipana sinuosamente fra anfratti vegetazionali di cupo verde intenso lungo il versante di monte Colaturo, m.1594.

Il sentiero si inerpica vivacemente fra boschi di conifere, carpini e faggi,  conduce nella splendida e bucolica valle di Pietra Valente, qui un pozzo sapientemente scolpito è collocato nel mezzo dell’area. Un’arte antica quella di scolpire la pietra che ancora oggi sopravvive fortunatamente nei pochi mastri artigiani di San Donato Valcomino.

Mucche e cavalli vi trovano il loro sostentamento durante la stagione estiva, grazie alla tipologia geologica del manto erboso che in queste quote mantiene il giusto rapporto di umidità per la frescura delle erbe montane.

In questo territorio, i componenti della famiglia Sipari di Pescasseroli, estesero i loro possedimenti e per diversi decenni elessero Alvito loro residenza invernale.  Fu l’allora deputato on. Erminio Sipari, 1922, cugino del grande filosofo Benedetto Croce, che diede inizio alla fondazione del Parco Nazionale d’Abruzzo.

Il carsismo in questa fascia montana è molto presente e in tutto il Parco  è l’area maggiormente interessata a questo fenomeno geologico. Una morfologia del territorio che in passato permetteva alla popolazione di commerciare la neve durante la calura estiva.

Le neviere, infatti, erano per molte persone il loro unico sostentamento. Sfruttando la naturale profondità di queste fosse, nella stagione invernale, opportunamente pressata con i piedi,  la neve veniva  ricoperta di frasche e sacchi di iuta. Con il rigore invernale essa diventava ghiaccio. Poi, con l’avvento della buona stagione, di notte a dorso di muli si prelevavano  pezzi di ghiaccio, trasportandoli a valle per essere venduti.

Famosa fra  queste neviere è la “Chiatra del Re” m.1677,  in omaggio al re Ferdinando di Napoli, che nella buona stagione amava deliziare la sua corte con succulente granite.

La Serra Traversa è sito ideale di fauna pregiata, nei mesi primaverili, grazie alle buone termiche, si possono osservare infinite specie di uccelli durante il passo migratorio.

Rientrando nel folto del bosco il sentiero prosegue verso est su a Costa Rosole, dove poco dopo inizia la discesa che conduce al rifugio della Castelluccia.

Di fronte il monte Panico, San Nicola, M. San Marcello, Valle Inguagnera, che fungono da anfiteatro alla  magnifica valle di Fondillo. Nello sfondo la Camosciara e il monte Petroso.

Lungo la strada regionale, sul vallone che porta a San Donato Valcomino, enormi massi erratici, arredano il paesaggio, fra questi la “Grotta dei Tedeschi”, posatoio naturale di aquile reali e rapaci, e che nella seconda guerra, fu avamposto militare per il controllo della valle.

 

Pietra Valente – Serra Traversa – Forca d’Acero

sentiero PNALM – partenza= P5   dai Tre Ponti sup. km.18.700, SR 509

 

Quota: da m. 1.000 a 1.865  slm

Dislivello: m.865

Periodo consigliato: primavera, estate, autunno, in inverno solo per esperti.

Tempo di percorrenza: h.1.30 cresta (h.3.50 giro completo)

Difficoltà: media